Prestito Personale Pensionati

Prestito Personale Pensionati
Il prestito personale ai pensionati è garantito, tramite esibizione del cedolino pensione, che offre a questa categoria la stessa accessibilità al credito di un lavoratore. Mutano spesso le condizioni, con tassi più alti e limiti all’età.

Il prestito personale per pensionati rientra nell’ampia categoria dei finanziamenti non finalizzati all’acquisto di beni e servizi, per cui coloro che lo richiedono non dovranno motivare alcunché sulla ragione per cui desiderano la somma di denaro.

In genere, il pensionato, godendo di un reddito da pensione documentabile, avrà accesso agli stessi prestiti offerti ai lavoratori dipendenti.
Succede così che i prestiti personali erogati in favore dei lavoratori siano quasi sempre garantiti anche ai pensionati.

Una delle forme più diffuse di prestito personale ai pensionati è la cessione del quinto, che in questo caso sarà rapportato alla pensione netta. Inoltre, le trattenute e i versamenti, mancando qui il datore di lavoro, saranno effettuati dal rispettivo istituto previdenziale, Inps o Inpdap (per ex dipendenti pubblici).

Le modalità, tuttavia, variano leggermente, poiché l’Inps, ad esempio, effettua le trattenute per il pensionato, fino al quinto della sua pensione netta, solo a patto che la quota rimanente della pensione sia almeno pari alla pensione minima erogata dall’istituto.
Negli altri casi di prestiti personali, il pensionato sarà chiamato ad esibire il cedolino pensione, al posto della tipica busta paga, avendo così lo stesso diritto ad accedere al credito.

E’ il caso, ad esempio, del prestito cambializzato, il quale richiede poche garanzie, tra cui la busta paga, ma che il pensionato può ottenere, dimostrando di godere di una pensione. O come i prestiti Inpdap, che vengono erogati ai pensionati del servizio pubblico, al pari dei dipendenti ancora in servizio e iscritti alla cassa previdenziale dell’istituto.

In genere, tuttavia, l’unica diversità di trattamento, quando si accede a un prestito personale, sia esso erogato da banche e finanziarie private o dalla cassa dell’Inpdap, è il limite di età, cioè il pensionato non potrà avere un’età superiore a un limite prefissato (in genere, 90 anni), alla scadenza del rimborso.

Altra differenza potrebbe consistere nel tasso applicato, il quale è comprensivo della polizza contro il rischio morte e trattandosi della fascia anagrafica più esposta a tale eventualità, i tassi della polizza assicurativa sul prestito si impennano vertiginosamente, soprattutto dopo i 65 anni di età.